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Bollo auto e normative anti inquinamento

12 ago 2013 - 09:18
Fino a qualche anno fà, il bollo era una tassa di circolazione, la misura erano i cavalli fiscali e per i veicoli a gasolio, esisteva anche una sovvratassa. Sono passati decenni, intanto sono arrivate le prime auto con marmitta catalittica e si è iniziato a parlare di normative per ridurre i livelli di Co2, anidride carbonica.

Da allora è una continua sfida tra case automobilistiche per abbattere i livelli e rendere le auto più pulite, silenziose, e perchè no, meno assetate di benzina. Risalgono a circa vent'anni fà, le prime auto con catalizzatore, classificate come "euro 0". Oggi già si parla di euro 6, seppure entri in vigore dal 2015. Intanto il pagamento del bollo è passato di competenza dal ministero delle Finanze alle regioni a statuto ordinario e alle Province autonome di Bolzano e Trento.

Questi enti, a loro volta, dispongono le tariffe, oggi calcolate in base ai Kw (divise in due classi) e la normativa con cui è stato immatricolato il veicolo. Un kilowatt equivale ad 1,36 cv, il costo base è 2,58 €, maggiorati a 3,87, se superiori ai 100 kw; tali costi, come detto, variano dalla regione o la provincia in cui si risiede.

Quanto più il veicolo è inquinante o potente, maggiore è la tassa di possesso. Le varie campagne di incentivi, hanno però consentito di svecchiare il parco auto circolante, facendo in modo che certe carrette andassero in pensione. Oltre ai due carburanti principali, col passare degli anni, si sono aggiunte altre varianti, le più note sono il gpl e il metano, ma anche le auto elettriche stanno prendendo piano piano la loro fetta di mercato.

Già da tempo, sulla scia di quanto accade negli Stati Uniti, circolano per strada auto ibride, alimentate sia da motore termico che elettrico. Sono auto di produzione giapponese, con motori di bassa cilindrata e una serie di batterie montate nel vano che di solito ospita la ruota di scorta.

Anche altre case, in particolar modo le tedesche, molto sensibili al tema, stanno progettando modelli simili, destinati però all'alto di gamma. I periodici saloni dell'auto, danno un quadro di come stia cambiando il panorama delle quattro ruote. A parte le auto storiche, che pagano un canone fisso, quando non proprio esenti perchè iscritte all'ASI, le altre godono di benefici particolari che tengono conto della quantità di gas di scarico emessi.

Quanto al gpl, è un carburante che da quasi trent'anni costituisce una valida alternativa ai soliti noti: il costo di benzina e gasolio continua a salire, la differenza è quasi sparita, correre ai ripari diventa l'unica arma per difendersi e poter circolare in auto senza prosciugare il portafogli.

Il rapporto è di 2 a 1, per il metano, invece, il calcolo è un pò più complicato. Questo carburante si vende a kg, che corrisponde ad 1,5 lt di benzina, in quanto il peso specifico cambia. Nel caso di gpl e metano, il mercato offre soluzioni più ampie e "popolari", destinate cioè, ad un utenza che spazia dalla city car al medio alto di gamma.

Ormai, non c'è casa automobilistica che non abbia in listino un modello con doppia alimentazione, compresi i commerciali. Già, proprio questa categoria: un tempo devota solo al gasolio, si è adeguata ai tempi e la crisi perdurante l'ha portata ad una svolta storica. Per quanto sia a conoscenza, credo si tratti solo dei piccoli e medi, gli altri conservano la "devozione" al tipico carburante.

Le normative fiscali vigenti, in tema di bollo ed esenzioni, parlano di tre o cinque anni, a seconda dell'alimentazione e della zona di immatricolazione. In generale, questi veicoli, godono della riduzione della tassa al 75 % se alimentate esclusivamente a gpl o metano; solo nella provincia di Bolzano, l'agevolazione riguarda sia benzina che gas.

Per quanto riguarda i portatori di handicap, dal 1998, essi sono soggetti ad alcune limitazioni sulla cilindrata e, dal punto di vista fiscale, benefici sull'acquisto, relative al reddito. In sostanza, non possono guidare auto con cilindrata superiore ai 2000 cc se a benzina, 2800 se diesel. In caso ne posseggano più d'una, dovranno scegliere quale beneficiare. Per quanto riguarda il pagamento, da qualche anno, oltre all'ACI e le poste, ora è possibile pagarlo anche nelle ricevitorie del lotto, sorte a migliaia, per via dei numerosi giochi a premi istantanei e altri servizi offerti dalle stesse.
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