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Truffa agli assicuratori con incidenti fasulli

12 ago 2013 - 09:19
I raggiri e gli intrallazzi non sono un invenzione dei tempi moderni, anzi! Fin dai tempi dell'antica Grecia, diverse navi con ingenti carichi di merce, "sparivano" misteriosamente e gli armatori ne denunciavano la perdita a chi esercitava il mestiere dell'assicuratore.
Da allora, e di secoli ne sono passati assai, la cosiddetta tradizione è stata tramandata con certosina e raffinata innovazione, per arrivare ai tempi di internet ed altre diavolerie moderne.

Gente insospettabile, funzionari all'apparenza incorruttibili, fanno sì che si verifichino questi episodi e rimpinguano il loro conto in banca. Talvolta il colpo riesce, la combriccola lavora indisturbata, finchè non fa un passo falso e crolla tutto.
Al nord i dati sono più confortanti, man mano che si scende, le cifre cambiano in peggio. La Campania titolare della maglia nera, secondo i dati ANIA, col 13 %, ccontro una media nazionale del 2,77 di tre anni fa.

Anche la Sardegna non è immune da scandali simili: infatti, è stata sgominata una banda, ben organizzata e con base in Ogliastra, la quale ha messo in scena sinistri e furti fasulli (alcuni documenti trovati risultano datati a dicembre 2010, quindi programmati), con la compiacenza di operatori del settore, sparsi tra assicuratori, carrozzieri e, per non farsi mancare niente, persino un consigliere provinciale.

Già nel 2004, con un indagine aperta dall'allora sostituto procuratore di Nuoro, c'erano sospetti riguardo il raggiro, che poi avrebbe preso quota fino a raggiungere le dimensioni attuali, dacchè la competenza è passata a Lanusei.
Dal blitz compiuto il 15 novembre, in cui polizia stradale e carabinieri hanno setacciato Ilbono e Lanusei, sedi delle due agenzie coinvolte e delle attività complici, sono emersi dati molto interessanti che hanno portato all'iscrizione di ben 70 persone nel registro degli indagati.

Associazione a delinquere finalizzata alla truffa, estorsione, simulazione di reato, falsa testimonianza e false fatturazioni; queste le ipotesi di reato, cui dovrà rispondere sopratutto un terzo degli indagati. I due assicuratori sarebbero gli attori principali, co-protagonisti i titolari delle officine e le comparse gli operai e altre figure non meno precisate.
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