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Il mercato dell'auto

12 ago 2013 - 09:19
Con gli incentivi ormai a pieno regime, le case automobilistiche sfornano offerte sempre offerte sempre più vantaggiose per attirare nuovi clienti e smaltire allo stesso tempo nuovi arrivi e giacenze di magazzino. Modelli, questi ultimi, usciti di listino in favore di altri più freschi e avanzati. Anticipo zero, micro rate, pagamenti a sei mesi o addiritura un anno dall'acquisto dell'auto.

Tutto ciò, allo scopo di vendere. Non solo utilitarie e medie, anche i marchi blasonati, come Alfa Romeo, Mercedes o BMW, si affidano a queste formule, pur di far firmare un contratto al potenziale acquirente. Ogni grande gruppo ha la sua finanziaria, annessa talvolta all'interno della casa madre. Il podio delle vendite, nello scorso mese di giugno, è composto da Fiat, Volkswagen e Ford.

In un mondo sempre più votato alla globalizzazione, è piacevole che il gruppo nostrano conservi la leadership. Non ho niente contro le straniere, a prescindere dal fatto che ognuno ha i suoi gusti ed è libero di spendere i soldi come gli pare. Bisogna considerare, però, che rispetto al passato, le auto italiane sono migliorate, o comunque,hanno compiuto dei grossi passi avanti. Prima di guardare oltre il confine, sarebbe bene dare uno sguardo al prodotto nazionale.

Un esempio arriva dai francesi, anche se col tempo, saranno cambiati anche loro. Al quarto posto, la Opel, seguita da Renault, Citroën e la consociata Peugeot. Il fanalino di coda spetta al trio Lancia, Toyota e BMW. Il mercato è cambiato, non c'è casa automobilistica che non abbia avuto i suoi scossoni, alcune sono addiritura sparite, dopo anni di gloria e successi. Oltre il gruppo Fiat, sono rimasti in piedi PSA, VW, giusto per nominare i più solidi.

Le case minori, per evitare il fallimento, vengono assorbite dalle major e tenute in vita con modelli surrogati del gruppo. La strada che si sta prendendo è questa; un modello, ormai a fine produzione, per anzianità o perchè le aspettative di vendita sono state deludenti, viene rivisto e corretto, poi rimesso in listino da una casa satellite del gruppo.

E' successo con la gloriosa Fiat Uno, poi diventata Innocenti "Mille", oggi tocca alla Renault Clio, i cui pianali vengono sfruttati dalla Dacia, da anni assorbita dalla Regìe. La stessa Innocenti, come l'Autobianchi, sono scomparse dai listini. Al contrario, la Dacia, è risorta, come a suo tempo la Skoda, assorbita dalla Volkswagen. In sostanza, queste case, producono dei cloni low cost di vetture pricipe del gruppo.

Un altro esempio è la Fiat Idea, la cui gemella è la Lancia Musa, un pò più chic e raffinata. Se pensate che suv, monovolume e fuoristrada scampano a questa regola, vi sbagliate: basta citare Fiat Ulisse e le tre sorelle, ovvero, Lancia Phedra, Citroën C8 e Peugeot 807. La Qashqai, gemella della Renault Kolèos, la Hyundai Santa Fe, gemella della Kia Sorento. Marchi come la Saab, la Volvo, la Jaguar, negli ultimi anni hanno cambiato diversi proprietari, un brutto segno per queste colonne, eppure, a momenti rischiavano e rischiano di sparire tuttora.

Come d'altronde, questa sorte stava per toccare a quella che si può considerare la madre della Ferrari: L'Alfa Romeo. Se un quarto di secolo fà, non fosse intervenuta mamma Fiat, sarebbe finita in mano alla Ford e magari nell'oblìo dei marchi senza storia nè tempo. Ma L'Alfa, una storia ce l'ha, e che storia!

Il 2010 è l'anno del centenario, per l'occasione ha spolverato un nome già usato per altri due modelli del passato: la prima negli anni '50 e l'altra giunta quasi trent'anni dopo. Giulietta. Auto con la sportività più pura nel dna, ricordo ancora il mitico suono dei motori bialbero a carburatori, un piacere per l'udito... e per il benzinaio, dato che l'economia di esercizio non rientrava tra le voci a favore. Ad ogni modo, chi possiede ancora uno di questi gioielli, ai tempi in cui lo acquistò, si distingueva per ceto sociale.

Ci sarebbe ancora tanto da scrivere, questo marchio, o brand, il termine freddino usato oggi, meriterebbe un capitolo a sè per decantarne le doti infinite. Chiusa questa parentesi, riprendo il discorso dei tre marchi citati qualche riga sopra. Ebbene, tutti e tre hanno una loro storia, i loro fasti e luoghi comuni, sopratutto la terza; per tutti è conosciuta come la casa di Coventry, o la casa del giaguaro; vetture lussuose e sportive allo stesso tempo, frutto della migliore scuola inglese in entrambi i campi.

Veri e propri salotti viaggianti, nell'immaginario collettivo, abbinate a cotanto d'autista con divisa e guanti bianchi. Roba da romanzo, ora i prezzi delle versioni d'accesso sono simili a quelli di una berlina medio alta europea. C'è da tenere in considerazione un altro fatto, una rivoluzione per vetture di questo calibro: trent'anni fà non avrei mai pensato che potesse accadere, anzi, sarebbe stata un offesa: l'adozione di motori diesel.

I tempi cambiano, anche per queste berline, sono arrivati momenti bui e scelte commerciali altrettanto infelici. Se per la Volvo, può risultare naturale, per Jaguar e Saab, non lo è stato. Ora, il motore a gasolio, con la tecnologia più avanzata e una scuderia di cavalli da gran turismo di razza, è uno status, impossibile non averne una in listino. Persino le cabriolet, un tempo solo a benzina, ora sfoggiano anch'esse, il common rail più potente.

Riga dopo riga, mi accorgo di non aver ancora citato una tra le marche tedesche più note: la Mercedes. Insieme alla BMW, i pilastri dell'alto di gamma in tutti i sensi. C'è anche l'Audi, ma per quanto altrettanto blasonata, non è quel salotto accogliente al pari delle due connazionali. Il mercato, mese dopo mese, subisce una continua flessione. Se giugno è stato disastroso, a parere di diverse fonti autorevoli, luglio, volgendo al termine, non riserva sorprese migliori.

Nonostante ciò, c'è sempre chi riesce a tener banco e ritagliarsi una fetta cospicua di mercato anche in tempi bui come questi. E' il gruppo Fiat: pur mantenendo un trend negativo, ha recuperato circa il 10%, niente male!
La 500 in continua evoluzione, coi nuovi motori multiair in arrivo a breve, darà un ulteriore scossa alle vendite. La nuova Panda, anch'essa in pieno boom, beneficerà di questa tecnologia, in attesa della nuova serie prevista nel giro di due anni.
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