Qualche giorno fà, leggendo il giornale, tra le tante notizie, una ha attirato in particolare la mia attenzione: un deputato del PDL, ha avanzato la proposta per una legge per porre un limite d'età patente. In poche parole, il pensionamento automobilistico.
Si parla di 80-85 anni, un età di tutto rispetto, se ci si arriva coi riflessi pronti e la mente lucida. E' da considerare che si tratta di un fattore soggettivo: attualmente non esiste un limite di legge, i teoria si può guidare fino al giorno in cui ci rendiamo conto che non siamo più in grado di farlo, o comunque, fin quando un foglio medico stilato dal medico della scuola guida, determina che non siamo idonei a metterci al volante.
Una volta sostenuto l'esame pratico, ottenuta la licenza, passano dieci anni per il primo rinnovo, altrettanti fino ai 50 anni. Dai 50 ai 70 anni, il rinnovo è ogni cinque, poi ogni tre. Qualche mese fà, tra i vari servizi di un tg,venne trasmesso quello di un prete centenario che ancora guida la sua piccola utilitaria.
L'età anagrafica è solo un numero, cresce anno dopo anno, a Dio piacendo, ma ciò che conta è lo stato psico-fisico della persona. Come ho scritto, è un fattore soggettivo: se una persona ha una vita attiva, oltre il lavoro, ha anche degli hobby e li coltiva con costanza, credo abbia più probabilità di riuscita rispetto a chi fà vita sedentaria.
La mente è più aperta, allenata, e i riflessi ne traggono benefici. Bisogna tener presente, però, che ognuno ha un suo "stile di guida", e che altrettanti non siano proprio capaci di guidare. Insomma, a 18 come a 100 anni, si può essere svegli come grilli oppure in letargo come orsi polari.