350 kg: è questo il peso che consente di immatricolare una minicar, ovvero, "quadriciclo leggero". Le carrozzerie si ispirano alle più note utilitarie in circolazione, ma i contenuti e, sopratutto la sicurezza, hanno parametri lontani anni luce.
Molta plastica e un telaio poco flessibile, fanno sì che in caso d'urto ci si ritrovi intrappolati in una scatola di sardine, con buone possibilità di lasciarci la pelle.
Ed è proprio a seguito di uno di questi incidenti, che è stata avviata un inchiesta, per stabilire se realmente le minicar posseggono i requisiti adatti per l'omologazione e la conseguente messa in strada.
D'altronde, anche il loro prezzo, superiore ad un utilitaria normale, gioca loro contro. Stiamo parlando di cifre che partono dai 12 mila € in su, e prima di staccare un assegno di quella portata o accingersi ad aprire una finanziaria, una piccola riflessione è d'obbligo.
La maggior parte, infatti, è costituita da numerose parti in plastica, eccetto due case, l'italiana Grecav e la francese Aixam, con gusci in alluminio. Ma il problema della sicurezza resta sempre, e riguarda le dotazioni e i crash test, effettuati in modo poco conforme e che quindi, comportano gravi danni fisici al momento dell'urto.
A seguito di questi dati, l'Italia potrebbe decidere di opporsi e non omologare più detti veicoli (comma 6 della direttiva 2002/24/CE), creando un grave danno economico ai produttori e all'indotto derivante. Gli stessi produttori, riuniti nell'ANCMA, associazione di categoria, si dicono pronti a porre le opportune modifiche e mettersi in regola col Codice della Strada, ma cercando di mantenere il peso attuale.
La stessa associazione, non si sa con quale criterio, definisce "trascurabile" il tasso di incidentalità causato da queste vetturette, quando nel 2008 si sono verificati 385 sinistri, causando 18 morti e 610 feriti.
Se queste sono cifrette da niente, mi chiedo quando scatti il campanello d'allarme!
Eppure, c'è chi difende questi mezzi, adolescenti sopratutto, che le vedono come uno status, anticamera della vera auto quando raggiungeranno la maggiore età.
Occorre sottolineare l'errore di considerarle come tali, solo il prezzo è simile, ma si tratta pur sempre di ciclomotori coperti e con due ruote in più.