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Discriminazioni assicurative

12 ago 2013 - 09:21
Apertura delle frontiere, globalizzazione, tolleranza e solidarietà: quattro parole che rappresentano intreccio sociale e comunicazione con altre etnie, ma alla fine, sono soltanto quattro parole.
Questo perchè, si usano pesi e misure diversi nei contratti commerciali tra le due parti, anche se i contraenti parlano la stessa lingua.
Se poi uno dei due è straniero, le cose cambiano oltremodo, sconfinando nel razzismo.

E' quanto accaduto ad un tunisino, residente in Italia dal 1992 e proprietario di un autocarro, strumento di lavoro e fonte di sostentamento per sè e la famiglia.
Ebbene, questo signore, ben integrato e a conoscenza dei moderni sistemi di comunicazione di massa, compie una ricerca per ottenere un preventivo riguardo la polizza Rc auto del suo mezzo.

538 € ogni 6 mesi: questo è il risultato fornito dalla ricerca. Il cliente paga la retta, e fin qui niente di anomalo, tranne i due richiami che la Compagnia gli rivolge nell'arco di pochi giorni, per "inesattezze" nel compilare il preventivo stesso.
La Genialloyd, infatti, reclama prima quella sulla classe di merito e poi una successiva sulla nazionalità del cliente, ed è qui che scatta la molla per l'avvio della causa.

Insomma, per poter circolare, questo signore deve sborsare altri 229 €, quasi tre mesi doi polizza in più, mica briciole! Cifra che però il tunisino non è disposto a pagare, richiamando l'importo del preventivo e informando l'Isvap del trattamento ricevuto ed ottiene il rimborso dei 59 euro versati in precedenza.

Il tunisino, tramite il suo legale, ha denunciato la Genialloyd per "condotta chiaramente discriminatoria", poichè ha deliberatamente imposto condizioni svantaggiose in modo da farlo desistere per via della sua condizione e nazionalità straniera.
La Compagnia respinge le accuse e rilancia, puntando sul diverso stile di guida del paese d'origine, un fattore determinante nella stipula del contratto.

Fattore che non ha rilevanza, replica il legale del camionista, in quanto residente da diversi anni in Italia, e quindi a conoscenza delle norme sulla circolazione nostrana.
Ad ogni modo, il Tribunale dovrebbe pronunciarsi a febbraio 2011, la speranza è che ci sia una sterzata decisa verso un uguaglianza di trattamenti, mercato libero o no, ma solo in funzione del singolo e della sua condotta di guida.
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