In molte strade d’Italia sono sempre più presenti i Tutor e gli Autovelox , utilizzati per monitorare la velocità. Questi due strumenti utilizzano due sistemi differenti: mentre il primo tiene in considerazione la velocità media sostenuta nel percorrere un tratto di strada, il secondo verifica la velocità effettiva sostenuta al passaggio della vettura nel momento della rilevazione.
Il tutor ha un funzionamento molto semplice e opera in due punti differenti posizionati uno all’ingresso e l’altro all’uscita del tratto in esame. In questi due passaggi la targa del mezzo viene fotografata tramite varie fotocamere (che non tralasciano nessuna corsia) coadiuvate da sensori sull’asfalto. Un computer determina la velocità media sostenuta dalla vettura che in caso di superamento dei limiti verrà contravvenzionata, mentre le immagini di chi ha rispettato i limiti verranno cancellate.
Questo sistema (ad esempio in un’autostrada) viene tarato per la velocità massima consentita e nonostante il meteo (pioggia 110 km/h, neve e nebbia 50 km/h) non permetta di tenere tali velocità non viene abbassato il limite, quindi verranno sanzionati solo nel caso si superino i limiti massimi (130 km/h).
Lo scopo dell’autovelox, invece è quello di misurare la velocità effettiva del mezzo in transito. Nelle strade italiane sono in continuo aumento quelli fissi, utilizzati in particolar modo dai comuni, ma non sono da dimenticare quelli mobili.
Tra quelli mobili il più conosciuto è quello a forma di pistola, che viene puntato in direzione della vettura come un’arma di precisione per verificare la velocità del mezzo in passaggio e nel caso si fossero superati i limiti rileva anche la targa del trasgressore.Un altro modello, che può essere posizionato su di un cavalletto oppure agganciato al finestrino dell’auto, potrebbe essere rassomigliato al tutor avendo infatti due fotocellule a una distanza di alcuni centimetri (la prima calcola l’entrata del mezzo, la seconda l’uscita) come il tutor che, tramite il computer, definisce la velocità della vettura. Nel caso tale velocità fosse superata invia un impulso che dà l’input alla macchina fotografica, la quale scatta la foto sulla corsia vagliata.