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Insegnare il Codice della Strada fin dall’asilo nido

12 ago 2013 - 09:25
L’ultima proposta pubblicata dal quotidiano “L’Avvenire”, presentata dal Presidente dell’Associazione nazionale Amici della Polstrada, che da vent’anni si occupa di prevenzione degli incidenti stradali, il Signor Giordano Biserni è quella di iniziare con la scuola dell’infanzia a preparare i bambini ad essere dei buoni Pedoni, per continuare alle elementari, dove insegnare ad essere dei buoni ciclisti ed infine le medie inferiori nelle quali prepararsi alla guida dei ciclomotori, per poi diventare infine dei preparati automobilisti.

Ovviamente, spiega il Signor Biserni, non è un qualcosa che si possa creare nell’arco di un anno ma consiste in un progetto a lungo termine seguendo in ogni fascia d’età un percorso. Tutte le tappe sono da considerarsi fondamentali.

Partendo dalla prima, nella quale il bambino spugna assimila velocemente gli insegnamenti e li ritrasmette agli adulti (ad esempio un genitore parte senza allacciarsi la cintura di sicurezza e i bambini, ottimi osservatori, lo fanno subito notare diventando come dei megafoni che rammentano ai genitori le regole del codice della strada e così gli adulti si sentono in dovere di rispettare le normative).

Attendere fino al periodo dell’adolescenza non sempre sortisce gli stessi risultati, infatti i modelli di riferimento dati dal cinema, dalla tv, da internet e da sport estremi che hanno come cavallo di battaglia velocità, potenza e la disinibizione all’uso di alcool e droga, fanno in modo che il modello da seguire sia il compagno più grande o il leader del gruppo.

Biserni conclude la sua proposta parlando dell’importanza dell’esempio dato dai genitori, a partire dalla cintura allacciata sino alle telefonate coi cellulari effettuate solo utilizzando il bluetooth, ogni gesto corretto può fare di più delle varie campagne pubblicitarie.
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