Come molti di noi hanno avuto modo di sperimentare, ahimè, non sempre quando accade un sinistro la dinamica è chiara, con la conseguenza che risulta difficile stabilire chi debba pagare il danno. I casi in cui è più frequente sono quelli riguardanti enti, società o condomini che, non volendo accollarsi le responsabilità, utilizzano la strategia dello scaricabarile.
I sinistri più diffusi che appartengono a questa tipologia sono quelli causati dalle buche sul manto stradale, in cui molte moto ed anche auto subiscono dei danni. La prima cosa da fare è scattare delle fotografie e nel frattempo telefonare alla Polizia Municipale per segnalare l’accaduto in modo da effettuare i rilievi.
Ma molto spesso questo non è sufficiente, visto che in alcuni casi l’ente che gestisce le strade si è rifiutato di pagare i danni affermando che il buco era visibile. Diverso è se il fatto avviene nel caso in cui la buca sia coperta da foglie o dall’acqua piovana che non la rende visibile.
Un altro caso particolare è la caduta di una pigna (o altro) e anche in questo caso fondamentali sono le fotografie e la presenza della Polizia Municipale, che verificherà la presenza dell’albero e i suoi rami per definire chi sia il proprietario e quindi il responsabile.
E’ esemplificativo in questo senso un caso accaduto nella Provincia di Napoli dove il Giudice Pace, che ha “condannato“ il Comune al risarcimento del danno (anche se i tempi sono stati lunghi), avrebbe contestato la sua responsabilità facendo da scaricabarile sulla Provincia, ente gestore della strada. Stesso caso per un albero caduto su una vettura, nel quale l’ente è stato condannato a pagare.
Non è inoltre da trascurare il caso di sinistro provocato dalla perdita di controllo dell’auto avvenuta per colpa di animali randagi. Anche in questi casi il comune ha il compito di vigilare, e, come nei casi precedenti, fotografie ed intervento della Polizia Municipale sono basilari.
Anche se il danno è causato da terzi (come nel caso accaduto in Sicilia dove un’auto parcheggiata è stata colpita da una finestra caduta dal terzo piano), dopo i rilievi e le fotografie il danno è stato rimborsato anche se la controversia tra il proprietario e l’amministratore del condominio ha ritardato i tempi.