In molti sentono parlare nei programmi televisivi e nelle riviste e quotidiani specializzati e non sulle auto delle nuove tecnologie delle quali le varie auto si stanno dotando. Quella che ora si trova sulla cresta dell’onda è lo “Start and Stop”. In molti conoscono già il suo funzionamento e lo utilizzano nella propria vettura, si tratta (per chi ancora non lo conoscesse) di un sistema che permette all’auto di spegnersi e riaccendersi in caso di fermata (come in caso di code ad un semaforo o durante un ingorgo), poiché la vettura, grazie a questo marchingegno, si spegne automaticamente per poi riaccendersi premendo il pedale della frizione, senza mai toccare la chiave o il tasto di start per una nuova accensione.
L’auto, attraverso dei sensori di velocità e altri posti sul freno, grazie alla sua centralina decide lo spegnimento del motore, ma non dei sistemi in dotazione alla vettura come il servofreno, l’aria condizionata, l’alzacristalli o l’autoradio. A spegnersi sarà solo il motore che potrebbe riavviarsi in caso di energia insufficiente per gli accessori utilizzati.
Il nuovo sistema permette alle case automobilistiche di ridurre i consumi di carburante anche al di sotto dei limiti dichiarati e inoltre, cosa da non sottovalutare, una diminuzione delle emissioni di CO 2, si parla addirittura di un 10 % di risparmio.
Questo sistema, sin dalla sua invenzione, ha trovato due correnti di pensiero: c’è chi non crede alla sua utilità e chi, al contrario, appoggia con forza il suo inserimento su tutte le auto. Andiamo quindi ad analizzarli:
Il primo punto che veniva considerato a sfavore era il “riavviare” il motore dopo ogni sosta perché richiede uno sforzo maggiore da parte del motore e di conseguenza triplica i consumi e le emissioni. Ciò è stato smentito dal fatto che il sistema “SaS” (start and stop) entra in funzione quando i motori hanno già raggiunto una ragionevole temperatura, di conseguenza non è necessaria una maggiore carburazione.
Il secondo punto era basato sul fatto che “riavviare” continuamente la vettura compromette le numerose parti meccaniche, ma ciò è stato preso in considerazione in fase di progettazione dotando le vetture di “cuscinetti “ di rinforzo nelle parti più delicate, considerando appunto i numerosi avviamenti a cui è costretta l’auto rispetto alle macchine normali.
Per concludere il terzo punto, che riguarda “l’usura accelerata” di due parti importanti come il motorino di avviamento e della batteria, cuore dell’auto. Ma partiamo dal motorino di avviamento, esso è stato rinforzato appositamente per far fronte alle numerose accensioni e non subire traumi; mentre le batterie non sono quelle normali che troviamo nelle vetture costruite fino ad ora, ma nuove versioni che sono state progettate per offrire una durata decisamente maggiore.