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La verità sulle domeniche senza auto

12 ago 2013 - 10:18
Le tanto attese domeniche senza auto, momento durante il quale ciclisti professionisti e sportivi sulle due ruote della domenica, insieme anche agli amanti del jogging e delle passeggiate tra i viali sicuri e senza mezzi della città che si divertono all’aria aperta, non sono, secondo gli studi, il mezzo che aiuta a far diminuire i livelli di smog nell’aria.
L’agente deputato a questo importante compito si è scoperto essere prettamente atmosferico: sarebbe il vento, di tanto in tanto aiutato dalla pioggia, a spazzare via la patina di inquinamento responsabile dell’innalzamento dei valori di inquinamento che colpiscono le nostre città, regalando cieli più “puliti” e un’atmosfera limpida (seppure nei limiti, infatti l’unica soluzione sarebbe quella di dire addio alle auto e ai mezzi alimentati con sistemi diversi da quelli eco, come l’energia elettrica per intenderci).

Quindi è necessario abbandonare l’idea diffusa che vuole che per riportare le percentuali di inquinamento atmosferico a livelli accettabili si debba ricorrere allo stop delle vetture non alimentate con l’energia elettrica, per analizzare invece i risultati degli studi compiuti di recente dai ricercatori della comunità europea, che hanno analizzato le variazioni del Pm10 nel corso dei giorni della settimana. Secondo gli esperti è emerso che i giorni di inquinamento più massiccio, durante i periodi freddi dell’anno, sono il lunedì (o a volte il martedì) e il venerdì, mentre la giornata con una soglia di smog inferiore è la domenica. E’ facilmente intuibile, perciò, che nonostante il week-end segni un calo di inquinamento nell’aria, esso viene subito soppiantato dal giorno successivo, vanificando l’efficacia presunta delle domeniche a piedi.

Un altro studio, stavolta dell'Arpa che risale a pochi anni fa, ha messo in risalto che sebbene durante le domeniche ecologiche si registrasse un livello di polveri nell’atmosfera inferiori del 13% rispetto alla soglia normale, tale livello lievitava fino a raggiungere percentuali doppie rispetto ad una qualunque domenica con traffico normale, una volta terminato il blocco stabilito. Perciò, seppure i livelli di smog riescano a diminuire, essi risalgono immediatamente, vanificando gli sforzi di chi si impegnava a far rispettare i blocchi stabiliti dalla legge.

Certamente le domeniche ecologiche sono importanti, ma per motivi di promozione della mobilità sostenibile. Per aiutare l’ambiente, un giorno alla settimana di stop non è sufficiente. Forse la domenica appena trascorsa del 9 ottobre sarà l’ultima giornata dedicata allo stop per le auto, ma non sarà l’ultima per il suo valore di agente deputato alla mobilità sostenibile. E madre natura ringrazia.
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