L’automobile, il mezzo di trasporto senza il quale la maggior parte di noi si sente perso, non riuscendo nemmeno ad andare nel negozio sotto casa senza accendere il motore, pare che sia destinata ad estinguersi o, almeno, a diventare un bene di lusso che solo pochi eletti potranno possedere e “sfoggiare”.
Se infatti l’acquisto del veicolo è relativamente accessibile (se pensiamo, ovviamente, alla possibilità di scegliere tra un’auto usata, una aziendale o una di seconda mano), non è altrettanto economico mantenerla, dovendo fare i conti con il bollo, l’assicurazione, il carburante e tutti i vari controlli meccanici ed elettronici.
Il 19° Rapporto ACI-CENSIS (automobile 2011) ha messo in risalto una grigia situazione auto-mercato, rilevando come, pur avendo ridotto drasticamente l’utilizzo del proprio mezzo privato a quattro ruote (il preferito per gli spostamenti dall’84% degli intervistati), l’italiano vive comunque una crisi economica seria.
Emerge come 1 italiano ogni 5 ha ridotto l’uso del suo veicolo a favore di altri mezzi, rappresentati dalla bicicletta o dall’autobus per gli chi ha più di 45 anni e dalla moto o il motorino per i più giovani, che sono altrettanto propensi all’uso dei mezzi pubblici, bus o metro.
Coloro che non rinunciano a viaggiare con la propria auto, lo fanno perché sono proprio costretti, ma cercano in ogni caso di ridurre la frequenza di utilizzo per i piccoli spostamenti di ogni giorno.
E’ palese che gli Italiani contano fino a 100 prima di accendere il motore dell’automobile, a causa delle mille spese legate alla vettura quali l’assicurazione (il cui prezzo è cresciuto del 2.9%), il carburante (che registra aumenti del 2.3%) e i parcheggi (che vedono una crescita delle tariffe del 5.3%).
Enrico Gelpi , il presidente dell’ACI, sostiene come, nonostante le famiglie italiane stiano evitando il più possibile di usare l’auto prediligendo altri mezzo di trasporto, non riescano a risparmiare comunque preziosi euro, poiché ormai le spese alle quali sono soggetti gli automobilisti arrivano a superare 165 miliardi di euro, dei quali una grossa fetta prelevata per le tasse. Se si aggiunge che da gennaio arriveranno ulteriori aumenti, la situazione si fa ancora più grave.
A tale scopo l’Automobile Club d’Italia insiste su un rapido ripensamento nel rapporto tra urbanistica e mobilità, sottolineando l’esigenza di interventi per una maggiore sicurezza stradale e la formazione dei giovani italiani. La sfida è lanciata, vedremo chi la spunterà.