La crisi economica diffusa, che ha portato alla smisurata crescita di beni appartenenti a tutti i settori e aree merceologiche si fa sentire sempre di più, investendo anche prodotti che sino a questo momento avevano subito sì degli aumenti, ma che comunque registravano valori non esorbitanti così come accade oggi.
Parliamo in questo caso del prezzo dei carburanti, nello specifico del diesel, che sino a poco tempo fa aveva dei costi assai inferiori rispetto alla benzina verde e che oggi non solo ha lo stesso valore, ma in alcuni distributori lo ha addirittura superato.
Sono lontani i tempi in cui si invidiavano gli automobilisti in possesso di un veicolo a diesel, i quali, alla metà del prezzo dei possessori di in mezzo alimentato con benzina verde, potevano fare il pieno senza svuotare troppo il portafoglio.
La causa che ha prodotto l’aumento è la crescita delle accise, che per via del decreto Salva Italia del governo Monti ha portato, oltre all’aumento dei prezzi, all’abbassamento della differenza dei costi tra benzina (aumentata di 8.2 cent) e diesel (cresciuto di 11.2 cent), fino a raggiungere un allineamento. A questi rincari si devono anche aggiungere i centesimi degli aggiustamenti aggiunti dai benzinai e dalle compagnie petrolifere, i quali sono rivolti per la maggior parte al diesel, carburante delle auto più immatricolate fino ad ora nella nostra Italia.
E così in alcuni impianti del nord est il costo del diesel ha superato quello della benzina, come avviene in alcune pompe Q8.
Questa situazione mette a dura prova chi acquista l’auto alimentata a diesel a causa dei numerosi spostamenti ai quali è costretto a sottoporsi, soprattutto per lavoro, e che con questo mezzo ottiene maggior efficienza dei consumi.
Non ci sarà più la possibilità di ammortizzare nel tempo il maggior costo, forse si dovrà addirittura lasciare a casa l’auto!