In tempi di crisi non tutti hanno la possibilità e il tempo di assicurare la propria auto (acquistata con tanti sacrifici e rinunce) o di corredarla di sistemi di allarme e di antifurto in grado di bloccare gli eventuali ladri che potrebbero tentare di portare via il prezioso mezzo di trasporto.
Ma ci sono novità importanti per chi ha deciso di combattere i malviventi che ogni giorno fanno infuriare gli automobilisti sottraendoli il bene per loro fondamentale per la vita di ogni giorno, ovvero l’auto.
Sono finiti i tempi in cui per proteggere la tanto amata auto si ricorreva all’acquisto di dispendiosi sistemi di allarme come l’antifurto satellitare, o dei più scomodi sistemi di protezione meccanica. Oggi il nostro mezzo sarà in grado di riconoscere le nostre “impronte” e di avviare il motore solamente se al volante ci siamo noi.
Stiamo parlando di un genere d’antifurto che viene dal futuro, un sistema elaborato e progettato a Tokyo dall’Advanced Institute of Industrial Technology grazie al lavoro di un gruppo di geniali scienziati giapponesi che hanno messo a punto un portentoso sistema che sfrutta le conoscenze della biometria per attivare complessi sistemi applicabili alle auto.
E’ un’idea rivoluzionaria, che mette da parte non solo le classiche chiavi e le carte a radiofrequenza, ma disdegna anche le impronte digitali e il DNA. Quello che si sfrutta è l’impronta che i glutei del guidatore lasciano sul sedile, mettendosi alla guida. Quindi, una volta testata e riconosciuta l’impronta impressa l’auto verrà messa in moto e sarà pronta per la partenza.
Ogni volta, quindi, che l’automobilista si accomoderà al sedile di guida, il sistema riconoscerà il profilo dei glutei precedentemente memorizzato e solo se è quello del proprietario avvierà i motori.
Per ora esiste solo il 2% di possibilità d’errore, ma si lavora alacremente per ridurre a zero la percentuale di imprecisione.
Il moderno sistema potrebbe sostituire anche le password e le chiavi di accesso di tutti i pc, senza farsi attendere ancora a lungo. Si vocifera, infatti, che il nuovo macchinario sarà disponibile già dal 2014.
Non ci resta che stare seduti in attesa del sistema del futuro!