In questo ultimo periodo di feste natalizie, dove non ci si alzava da tavola senza aver consumato enormi porzioni di innumerevoli portate dense di tante calorie, sarà senza dubbio capitato a molti di doversi mettere al volante per raggiungere casa propria o casa di parenti o amici, con l’intento di passare al secondo tempo delle grandi abbuffate natalizie e di Capodanno. E questo nonostante la crisi che imperversa.
Il guaio è che questa pratica è tutt’altro che priva di implicazioni negative.
Questo aspetto negativo delle sostanziose mangiate sotto le feste è emerso nel corso di una interessante ricerca messa a punto da un gruppo di ricercatori inglesi della Loughborough University, nella quale è stato rilevato che chi guida dopo aver consumato una grossa quantità di cibo, magari irrorato da diversi bicchieri di vino, è soggetto a un maggior rischio di incidenti automobilistici, a causa della ridotta concentrazione. In pratica guidare sazi equivale a guidare sotto l’effetto di alcool.
Dunque pare che le abbuffate durante le feste siano pericolose non solo per la linea ma anche per la vita (la sicurezza sulla strada è enormemente compromessa).
Il lavoro sperimentale dei ricercatori inglesi ha utilizzato un campione di soggetti con un’età inferiore ai 30 anni, ma ovviamente il loro stato al volante è stato rilevato attraverso una simulazione di guida usando un moderno apparecchio. I guidatori satolli sono stati analizzati così dopo aver consumato un pasto abbondante e successivamente sono stati messi a paragone con un gruppo di controllo composto da soggetti uguali a essi in tutte le variabili tranne per il fatto che questi ultimi non avevano consumato un lauto pasto.
E’ emerso che i guidatori che avevano ecceduto con il mangiare erano più imprecisi nei tracciati (rispetto al gruppo di controllo), dove comparivano anche varie curve che venivano fatte con disattenzione, presi anche da un certo grado di sonnolenza post pasto, che li ha colpiti mezz’ora dopo l’ingestione dei cibi.
La coordinatrice dello studio, Dott.ssa Reyner, ha spiegato tale comportamento con la presenza nei cibi grassi dell’ormone colecistochinina-pancreozimina, stimolato nella produzione proprio da tali sostanze grasse, il quale è il diretto responsabile del senso di sazietà che origina l’affaticamento.
L’ideale sarebbe quello di consumare dei cibi leggeri, prima di mettersi al volante, ma pare che gli italiani siano sordi a tali raccomandazioni dato che, secondo uno studio recente effettuato da un noto sito web, durante la guida i nostri connazionali effettuano soste nei ristoranti o nelle aree di servizio per poter consumare i loro pasti o si fermano addirittura durante il tragitto per consumare i cibi portati da casa.
Per gli italiani è difficile dire di no al cibo!