Tra assicurazione auto, bollo e benzina gli italiani in possesso di un’auto (la stragrande maggioranza della popolazione dello stivale) vedono prosciugarsi giorno dopo giorno il proprio conto in banca, rimanendo inermi nei confronti di questa condizione di crisi che investe ogni settore, economico e non solo.
Se la manovra di Monti ha dato un colpo decisivo alle finanze italiane, ci si mette ora, provocando una rabbia ancora maggiore, il rincaro del carburante che è salito alle stelle, attestandosi sino a 1,80 euro al litro.
Non c’è quasi più differenza di prezzo ormai tra gasolio e benzina verde, ogni genere di prodotto petrolifero ha raggiunto un prezzo esorbitante, rendendo difficile e a volte impossibile, recarsi al distributore per fare il pieno.
Chi ne ha la possibilità è bene che lasci l’auto a casa, privilegiando, per i propri spostamenti, mezzi più economici come i mezzi pubblici, il motorino o, se il luogo da raggiungere non è molto distante, andandoci a piedi.
Ma esiste un fenomeno che ultimamente sta imperversando. Gli italiani residenti ai confini (con la Svizzera o la Slovenia) con le nazioni vicine stanno approfittando dei prezzi alle pompe più favorevoli in quei paesi rispetto ai nostri, recandovisi e facendo il pieno di carburante.
In realtà già in passato chi poteva farlo varcava i confini di stato per approfittare dei prezzi esteri più favorevoli, ma poi questo comportamento si era perso a causa dell’adeguamento dei prezzi anche delle altre nazioni, i quali erano cresciuti per colpa dell’aumento delle accise e dell’IVA.
Ora però il prezzo dei carburanti in Italia è cresciuto a tal punto che ovunque si vada si trova un notevole risparmio, come accade in Svizzera, dove si viaggia su prezzi che variano da 1,31 a 1,46 euro per litro di benzina e di 1,39 sino a 1,61 euro per ogni litro di gasolio. In Slovenia le tariffe sono ancora inferiori, attestandosi su a 1,32 euro per la benzina e su 1,27 euro per il gasolio. Ecco perché le gite oltre confine sono così diffuse!
Il motivo di questi prezzi così bassi è legato alle minori imposte sui carburanti che nel nostro paese incidono così tanto sul prezzo finale.
Se i più fortunati che riescono a risparmiare attraverso questo sistema si considerano furbi, essi non tengono presente che il danno da loro provocato al fisco, che è di circa trecento milioni di euro, dovrà essere compensato attingendo da altre fonti la cifra perduta.
Chissà quindi che altre imposte si inventerà il nostro caro governo!