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Le città più inquinate d’Italia

12 ago 2013 - 11:29
Lo sappiamo già da un pezzo, la nostra amata Italia non si trova in condizioni di salute ottimali dal punto di vista ambientale, stretta tra smog ed inquinamento.
Pare che però, dai recenti studi effettuati sul territorio, esistano realtà più virtuose di altre, nelle quali si respira un’aria un po’ più pulita, rispettando i limiti di inquinamento imposti di Pm10 (che vengono continuamente rilevati dalle apposite centraline).

Dai rilevamenti effettuati attraverso lo studio dal titolo “Mal’aria”, l’indagine promossa ogni anno da Legambiente per monitorare l’inquinamento nel nostro paese, pare che sia Torino a detenere il titolo di città più inquinata d’Italia, che nell’anno appena trascorso ha superato i limiti imposti per ben 158 volte.
Ma Torino non si trova da sola in cima alla classifica delle città meno virtuose. Essa è in compagnia di Milano, con i suoi bei 151 superamenti del limite, seguita da Verona, a quota 130. Ma non finisce qui, ci sono anche altre realtà non a norma di legge, collocate principalmente a nord dello stivale.
Esse sono esattamente Brescia, Monza, Alessandria, Cremona, Asti, Frosinone e Vicenza. La percentuale di smog nei loro territori ha sgarrato da 108 fino a 125 volte i limiti di Legambiente.

Ad essere maggiormente stretta nella morsa dell’inquinamento è la zona della Pianura Padana, che deve dare la colpa più di tutte alla Lombardia, regione con i maggiori sforamenti e dove ogni capoluogo ha superato i 35 giorni di inquinamento annuali. Ma al nord sono presenti anche città più salubri come Gorizia, Belluno, Verbania e Cesena.

Considerando le cifre dell’anno passato, si evince che l’inquinamento da Pm10 ha subito un aumento del 12% e risulta che tra le città tenute in considerazione per i rilevamenti ben il 67% hanno superato il limite consentito.

La colpa delle grosse cifre è da attribuirsi per la maggior parte al traffico automobilistico. Secondo il direttore generale di Legambiente non servono gli interventi occasionali come le targhe alterne o i blocchi del traffico, ma servono interventi continuativi. L’area C a Milano è un ottimo inizio.
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